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lunedì 9 maggio 2016

Vita a Mannheim e Ludwigshafen

Il 5 maggio finalmente sono partita da Napoli per Stoccarda per vivere in Germania.
Appena arrivata all'aeroporto la mia Gastmutter, K. è venuta a prendermi e mi ha portato a casa di una coppia di amici, lei tedesca e lui italiano, dove ho mangiato e mi è stato regalato il libro ''Momo'' di Michael Ende siccome lei lavora in una casa editrice che detiene tutti i diritti sui libri di Ende: un regalo graditissimo, quindi danke Katherina!
Dopo aver pranzato io e K.ci siamo messe in viaggio verso casa, a Ludwigshafen.
Lì dopo poco è arrivato il mio Gastvater, H. insieme alle due gemelline di un anno F. e I.: inutile dire che è stato amore a prima vista con le bimbe, sono adorabili e hanno sempre il sorriso stampato sulla faccia.
La città in cui vivo è Ludwigshafen am Rhein, che si trova nella Renania-Palatinato, ma che potrebbe essere considerata anche parte della regione del Baden-Wurttemberg, tant'è che molti la considerano un'estensione della città vicina, Mannheim.
Prima di partire avevo letto che Ludwigshafen e Mannheim fossero le città più brutte della Germania (se non del mondo lol)...e sinceramente trovo vera questa affermazione per quanto riguarda Ludwigshafen, mentre non concordo per niente sulla reputazione di Mannheim, che trovo davvero stupenda.

Per quanto riguarda Ludwigshafen le uniche due attrazioni degne di nota sono l'Ebertpark (qui sotto in foto) -che però viene superato di gran lunga dal Luisenpark a Mannheim- ed il centro commerciale ''Rhein-Galerie". Se pensate di trasferirvi a Ludwigshafen o fare l'Au Pair qui pensateci bene, in quanto è priva di attrazioni, per strada vedrete solo persone anziane e/o bambini e le persone giovani qui sembrano non esistere (visto che questi ultimi si trasferiscono tutti a Mannheim).
L'unica fortuna di questa città è quella di trovarsi a 15 minuti di tram dalla meravigliosa Mannheim.




Mannheim invece è una bella città, piena di graffiti, pulita, sicura e soprattutto c'è lo splendido Luisenpark, a pagamento, ma assolutamente meraviglioso. All'interno del parco si sono tantissimi sandbox, altalene, scivoli, fontante, minigolf, minicar ecc per far giocare i bambini.
Oltre alle attrazioni per i più piccoli c'è un'area di prato immensa dove vi sono dei lettini e della musica per rilassarsi, assolutamente la mia area preferita di tutto il parco.
L'altra area che ho adorato è la Chinese Teehaus, che è anche la Teehaus più grande di Europa, ma invece di descriverla a parole preferisco che vi godiate le foto e che vi venga voglia di visitare questa bellissima città, che non è propriamente turistica, ma che trovo perfetta come posto in cui vivere.

domenica 7 febbraio 2016

Come diventare un Au Pair

Cos'è un Au Pair?

Un au pair o giovane alla pari è un ragazzo di età compresa tra i 18 e i 30 anni, non sposato e senza figli, che decide di trascorrere un certo periodo di tempo all'estero presso una famiglia ospitante. Durante il soggiorno, il nuovo membro aiuta la famiglia a badare ai bambini e a svolgere le faccende di casa più leggere.

Le varie ore settimanali, il costo del corso di lingua e l'ammontare della paghetta variano da nazione a nazione, quindi leggete attentamente le condizioni dei contratti dei paesi in cui vorreste fare questa esperienza.
Le regole universali da Paese a Paese, però, sono queste:

  • camera: la camera dell'Au Pair deve essere di almeno 9mq e non deve essere condivisa con nessun altro membro della famiglia.Deve inoltre essere dotata di riscaldamento.
  • giorno libero: l'Au Pair deve obbligatoriamente avere un giorno libero a settimana in modo tale da poter fare gite e conoscere il Paese in cui vive.
  • faccende domestiche: l'Au Pair non può svolgere faccende domestiche di difficoltà elevata.
  • paghetta: la famiglia deve pagare l'Au Pair anche se quest'ultimo si ammala.



Per diventare un ragazzo o una ragazza alla pari bisogna:

  • amare i bambini: davvero, ragazzi, è inutile provare a diventare un Au Pair se i bambini non vi piacciono. Vi ricordo che dovrete conviverci 24 ore su 24 e siete pagati per prendervi cura di loro e giocarci.
  • conoscere la lingua del paese dove andrete: molto spesso le famiglie richiedono almeno un livello A2, in modo tale che voi possiate comunicare con i bambini e con i genitori.Di solito se i bambini sono più grandi potrebbe essere richiesto almeno un B1 in modo tale da poter aiutare con i compiti.
  • saper cucinare ed essere in grado di svolgere lievi faccende domestiche


Come trovare la famiglia:

Ci sono molti siti che permettono di trovare una famiglia adatta a voi, ma vi consiglio di utilizzare quello grazie al quale io ho trovato la mia famiglia, poiché ricco di informazioni, gratuito e sicuro.
Il sito è www.aupairworld.com

  • La registrazione

Al momento della registrazione dovete inserire i vostri dati, come nome, cognome, età e poi dovrete inserire quali lingue conoscete e a che livello.
In seguito potete scegliere da 1 fino a 5 paesi in cui vi piacerebbe essere un Au Pair, da quando siete disponibili a partire e il minimo e il massimo di tempo in cui vorreste restare.
Potete anche scegliere l'età minima e massima dei bambini di cui vorreste prendervi cura.

Inoltre il sito vi chiederà se fumate (siate onesti!), se accettate famiglie fumatrici, se avete la licenza di guida, se vorreste occuparvi di bambini disabili, se avete già esperienza come Au Pair e se accettereste di vivere una famiglia monoparentale.
Vi consiglio, poi, di aggiungere vostre foto recenti e di scrivere le varie descrizioni in inglese e nella lingua del paese per cui state facendo richiesta.

N.B. Se scegliete gli USA come paese dopo aver trovato una famiglia dovrete obbligatoriamente rivolgervi ad un'agenzia statunitense per Au Pair e pagare un bel po' se l'America è il vostro sogno.


  • La scelta della famiglia

Una volta compilati tutti i dati potete andare nella sezione Easyfind, ovvero un sistema automatico che vi mostrerà le famiglie che più sono adatte ai vostri criteri.
Se siete interessati ad una famiglia manderete loro un messaggio e poi spetta a loro decidere di accettare o rifiutare la candidatura.
Se una famiglia accetta la vostra candidatura fate tutte le domande possibili se siete interessati a loro!
N.B. Se una famiglia accetta la vostra candidatura non è detto che alla fine sceglierà voi, quindi non restateci male se dopo aver parlato per un po' la scelta non ricade su di voi
Molto spesso un buon segnale (sebbene non vincolante) è la richiesta di parlare su Skype.

Se più di una famiglia vi scegliesse, ovviamente scegliete la famiglia che vi piace di più!

Una volta scelta la famiglia non vi resta che farvi inviare il contratto, acquistare il biglietto aereo (l'unico costo di cui dovete farvi carico!) e partire per questa meravigliosa esperienza.

Tschüs,
Carm